Una nuova legge per riqualificare i vecchi edifici

Riqualificare gli edifici esistenti e limitare così l’uso di nuovo suolo è il risultato che si propone di ottenere un disegno di legge approvato martedì 25 settembre dal Consiglio
regionale del Piemonte. Particolare attenzione sarà dedicata alla ristrutturazione degli immobili compromessi o in stato di abbandono mediante interventi che mirano a favorire la sostenibilità ambientale e il miglioramento del tessuto urbano sotto il profilo sociale ed economico. Principi ispiratori dell’iniziativa regionale sono da un lato il contributo alla progressiva riduzione del consumo di suolo, al fine di concorrere al raggiungimento del consumo pari a zero nel 2050, in coerenza con gli obiettivi e le strategie definite a livello europeo, e dall’altro la conservazione delle superfici libere, idonee alla produzione agricola, alla salvaguardia dei livelli di biodiversità e di qualità paesaggistica del territorio piemontese.

Il testo supera le procedure e le limitazioni previste dal “Piano casa” e ingloba in una legge le norme attuali per il recupero dei sottotetti e dei rustici. Consente interventi di ristrutturazione e di sostituzione edilizia con ampliamento per migliorare la qualità architettonica, energetica e igienico-funzionale del patrimonio edilizio esistente.

Gli obiettivi di questo nuovo testo sono chiari: incentivare il rinnovo del patrimonio edilizio attuale e inefficiente sotto il profilo energetico, insicuro sotto il profilo strutturale e spesso scadente sotto il profilo architettonico. Insomma, vogliamo case più sicure, più efficiente e più belle per tutti.

La legge individua 3 ambiti:

  • ampliamento in deroga ai Piani regolatori
  • premialità legate alla sostituzione edilizia (nel senso di demolizione e ricostruzione)

Si prevedono una serie di premialità per determinati casi, p.e. bonifica del sito interessato o deimpermeabilizzazione delle superfici di suolo. Vengono inoltre ripresi e aggiornati gli interventi e le agevolazioni previsti per il recupero dei sottotetti, estendendo l’applicazione delle norme a tutti i sottotetti, legittimamente realizzati da almeno 5 anni e relativi a qualunque destinazione d’uso prevista dal piano regolatore vigente. Le premialità ed eventuali quantità eccedenti nella ricostruzione possono essere edificate in altra area normativa del Piano regolatore

  • rigenerazione urbana (nel senso di azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, spesso edifici vecchi e di scarso valore architettonico)

Si tratta di una risposta innovativa per favorire il riutilizzo dell’edificato esistente riducendo il consumo di suolo. Rispetto alla normativa precedente, il Piemonte si è dotato di una disciplina senza il carattere della deroga allo strumento urbanistico e senza limitazioni temporali, con l’obiettivo di rinnovare parti di territorio urbanizzato, costituito da un patrimonio degradato e obsoleto, di scarsa qualità architettonica e privo dei criteri funzionali, di sostenibilità energetica e di sicurezza sismica.

Riconoscere l’importanza del suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile, fondamentale per i servizi ecosistemici che produce, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Questa è la strada verso cui si muove questo testo.

L’approvazione della legge è arrivata a distanza di quasi un anno dalla prima bozza di revisione normativa, dopo tre mesi di lavoro in Commissione consiliare e a seguito di numerosi confronti con i rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni di categoria.

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